L’ insostenibile leggerezza dell’essere.
10 dicembre, 2009
No, non racconterò il romanzo e la trama dl libro di Milan Kundera da cui ho tratto il titolo di questo pensiero, sarebbe troppo lungo e complicato e andrei a finire nella filosofia, una materia molto distante da me e dal mio modo di ragionare. Ma interpreterò a modo mio il titolo, cambierò il significato di queste tre parole che messe insieme mi danno la possibilità di esprimere ciò che penso sull’entrata in vigore, sulla commercializzazione, della pillola Ru486, la pillola abortiva come la chiamano in molti.
Ma andiamo con ordine. Secondo Kundera, l’essere è caratterizzato da una leggerezza insostenibile poiché la vita è unica: cioè tanto vale che ciò che accade una volta sola non accada neanche. Da ciò segue che la vita è priva di significato e le decisioni che si prendono sono di poca importanza, e siccome le decisioni non hanno importanza, sono leggére in quanto non sono vincolanti; il legame tra la loro trascurabilità, quella della vita e dell’esistenza, risulta insopportabile. (Wikipedia)
Non completamente d’accordo con il pensiero di Kundera, credo che un qualsiasi evento sia unico e inimitabile e anche se accade una sola volta, vale la pena vivere per viverlo in pieno, in tutti gli attimi di cui è composto. E allora perchè permettere ad una pillola di alterare questo percorso?
Non fraintendetemi, sono favorevole-contrario all’aborto, dipende dai casi, ma facilitare questo processo, anche se seguito e controllato in un ospedale, è una cosa che mi da’ da pensare e parecchio. Non faccio falsi moralismi e non do lezioni di vita a nessuno ma la vita per quanto leggera possa essere o insostenibile, a seconda dei casi, va vissuta da noi, poveri esseri…
Scritto da Unsassolino
Tags: L'insostenibile leggerezza dell'essere, Milan Kundera, pensieri, pillola, Ru486
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