Non aprite quella porta.
8 febbraio, 2010
Viene in mente questo film, viene in mente questa frase e la si ripete all’infinito ogni volta che si ha a che fare con l’iter burocratico sempre più radicato all’interno della nostra società e soprattutto all’interno della sanità.
E’ da paura quello a cui si può assistere, non dico all’incompetenza – sarebbe troppo – ma alla non curanza e non presa in considerazione di chi in fin dei conti contribuisce a mantenere in vita un ospedale e il lavoro di tutti gli addetti ai lavori. (Scusate il gioco di parole.)
Quel che regna nella maggior parte dei casi è l’assenteismo, anche se momentaneo, dell’infermiere, segretaria, medico di turno che guarda caso, proprio quando arriva il tuo turno ma anche prima, non c’è…e la coda di utenti cresce a dismisura soprattutto se l’orario è “di punta” e se in quel giorno purtroppo molte persone stan male e hanno bisogno d’aiuto.
L’aiuto arriva, o almeno così dovrebbe, ma è forzato. Non è possibile, un indoviduo sta male e deve vedere nell’espressione del medico curante un volto quasi di favore. Certo, lui/lei ti sta facendo un favore ad essere lì, la colpa è tua se ti sei ammalato…
Oooooh come mi da’ fastidio tutto questo, devo smetterla di parlare di sanità e spostarmi su qualchee altro argomento, mi infiammo ma è più forte di me, ci sono cose che devono cambiare.
Scritto da Unsassolino
Tags: iter-burocratico, Non aprite quella porta, pensieri, sanità
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