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Archive for aprile, 2010

Non è tempo per pensare. (20)

venerdì, aprile 30th, 2010

Preciso come il susseguirsi delle stagioni, l’alternanza del giorno e della notte, lo scorrere delle ore, è arrivato il fine settimana. Non è tempo per i pensieri.

Forse vi starete chiedendo che significato ha quel numero nel titolo, forse non l’avete neanche visto, è un contatore di settimane.

E’ già arrivato il tempo di non pensare…

Unsassolino però non va mai in ferie, anche se fermo tre giorni, potete comunque scrivermi, rispondendo così all’appello iniziale, contattandomi o attraverso il modulo contatti o semplicemente tramite mail a info@unsassolino.com

C’è anche un altro modo, un messaggio nel libro degli ospiti, il guestbook!

Salvo casi eccezionali, questa immagine è l’unica che comparirà con frequenza qui.

Scritto da Unsassolino

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Un po’ di silenzio, per favore!

giovedì, aprile 29th, 2010

Ho bisogno di isolarmi, di staccare, di non ascoltare nessuno se non me stesso.
Il silenzio è un sacro amico, un amico che mi accompagna e mi prende per mano quando meno me l’aspetto.
E’ per questo che l’adoro, che mi piace.

Oggi non c’è, domani non so. Ma il suo ritorno è sempre gradito, l’accolgo a braccia aperte e con un sorriso. Lui arriva, quasi di corsa, e mi stringe, mi abbraccia.

Benvenuto Sig. Silenzio.

Scritto da Unsassolino

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Pronto? Ma non vuole risparmiare?

mercoledì, aprile 28th, 2010

Disturbatori, disturbatori che comunque fanno il loro lavoro e bisogna capirli, comprenderli, obbediscono a ordini e magari lo fanno solo per guadagnare qualcosa, non è colpa loro, me ne rendo conto.

Di chi parlo? Di tutti gli operatori telefonici che chiamano in continuazione, un giorno sì e l’altro anche per offrire nuovi servizi, nuove promozioni e opportunità di risparmio conservando in ogni caso l’uso dell’apparecchio telefonico e della linea internet.

Il prezzo è basso, sicuramente, ma rifiutata una volta l’offerta perchè insistere? Ci vorrebbe un elenco di adesioni e un elenco di persone che han rifiutato. Anche questo è disturbo: l’insistenza.

Qualcosa si sta muovendo da questo punto di vista, per fortuna qualcuno se n’è accorto, era anche ora! L’unico inconveniente è per il momento continuo a ricevere telefonate e a generare stupore quando rifiuto…il fornitore del servizio mi va bene, sono fatti miei se pago di più.
Se fosse per queste persone e per le compagnie che rappresentano, avrei cambiato operatore una volta a settimana: help!

Scritto da Unsassolino

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Che lavoro pericoloso.

martedì, aprile 27th, 2010

Rifletto, riflettevo e sicuramente rifletterò ancora – forse l’ho già fatto, non ricordo – su questo argomento che anche se non mi tocca da vicino perché la mia occupazione è un’altra e più sicura, mi colpisce: le condizioni lavorative.

Ci sarebbe tanto da dire e soprattutto da fare per migliorare, peggiorare mi sembra un po’ difficile anche se non è detta l’ultima parola…

Tutto nasce da lavori di ristrutturazione dal vivo che stan facendo operai specializzati vicino casa mia. Senza casco, senza protezione, a volte sospesi ad altezze da capogiro senza corde, solo con una piccola rete che copre l’impalcatura ma che svolge un’altra funzione: è messa a livello estetico, per raccogliere pezzi di intonaco e di muro, granelli e mattoni. Tutti materiali che per gravità si scagliano contro la terra. E se fosse un uomo a cadere? Non ci voglio neanche pensare anche se notizie così sono all’ordine del giorno, purtroppo.

E’ triste da dire ma vero, per lavorare si scende anche a questi compromessi e si rischia. Non è giusto. Non va. Non c’è tutela, solo compromessi appunto accettati ma che andrebbero rifiutato.

Tristezza.

Scritto da Unsassolino

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Giù, giù, al posto di Lucifero.

lunedì, aprile 26th, 2010

Ogni tanto la mente viaggia un po’ troppo, mi porta in posti che non avrei mai pensato di visitare o immaginare. E’ così che nasce questo pensieri, questo “sclero”, che ho ricordato anche dopo essermi svegliato perchè mi ha colpito…

Giù giù giù, sempre più in basso, sempre più a fondo nel precipizio, senza meta, senza arrivare mai, tra rocce appuntite, bollenti, irte e mani che affiorano e cercano di catturarti, prenderti, afferrarti.

Giù giù giù, tra il tempo e lo spazio in un’altra dimensione dove non è il corpo a viaggiare ma l’anima. In spazi stretti e larghi, tra fessure a volte piccole, a volte grandi.

Ecco, sono arrivato in fondo.

Toccare con mano il Capo, il Diavolo, prendere il suo posto.
Trasformarsi da anima a sostanza.
Con ai piedi zoccoli e in testa corna, avere in mano in tridente uguale e diverso da quello di Nettuno, veder spuntare una coda, cercare di staccarla, e vederla sempre lì, più robusta di prima.

Comandante di un esercito perdente in un’oscurità scura e senza aria.
Condannato all’eternità. Condannato e basta. Condannato.

Scritto da Unsassolino

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